lunedì 10 ottobre 2011

Cahier de voyage - octobre


Primo giorno di scuola. Niente cartella pesante, niente matite e penne con l'adesivo con su scritto il proprio nome, niente copertine colorate per ogni quaderno, solo una marea di documenti, le chiavi per aprire le aule e la targetta sull'armadietto in aula prof.
Entro in aula e mi presento agli studenti. 26 anni. Solo dopo mi rendo conto di avere la stessa età che aveva la Vich (la Billa sa).
A scuola procede bene. Agli studenti del liceo tecnologico frega poco della mia presenza, ma fanno domande personali e mi fanno ascoltare canzoni improbabili in italiano. All'alberghiero invece sono decisamente più partecipi e reattivi. Non potrò indossare i jeans, ma in compenso avrò accesso al parcheggio interno. Sono ancora in fase di studio dei professori. C'è la svampita, c'è quella con più esperienza che ti vede come una ventata d'aria fresca, c'è quella che non ti cerca, c'è quello serio che non ti lascerà spazio e poi c'è quella che riconosce in te il suo stesso percorso e il suo stesso approccio a quest'esperienza. Per non farmi mancare nulla, faccia come il culo come pochi ho chiesto anche di andare in gita: gita all'acquario di Genova. Ho voglia di focaccia! Vedremo...
Il resto procede egregiamente. Abbiamo già inaugurato il divano (dopo 10 minuti di film sui Griffin in inglese, sono collassata), lo abbiamo già fatto inaugurare al nostro primo ospite (un ragazzo inglese senza appartamento che parla italiano con accento romanesco e francese con accento anglosassone), abbiamo già fatto 2 cene da noi, mi sono già bruciata un dito nel tantativo di tirare fuori la teglia dal forno senza presine, ho già perso a carte, mi sono già fatta chiamare "mamma" (ma non MammAri), sono già stata ripresa da una prof, ho già fatto un cazziatone a uno che mi stava rubando cose dalla borsa, sono già stata coinvolta in balli con sconosciuti, ho già fatto la parte di quella che mangia come una fogna, sono già andata al mio primo ritrovo couchsurfing, mi sono già persa... insomma, 2 settimane intense!
Nei prossimi giorni farò lezione. Tradotto: finalmente comincio a sgobbare un po'.

15 commenti:

  1. "fanno domande personali e mi fanno ascoltare canzoni improbabili in italiano."
    1. sono inviati segreti di Billo?
    2. GG D'Alessio? son curiosa di capire cosa esprtiamo all'estero!

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  2. 1. Facile!
    2. No, peggio: un tizio francese che canta in italiano.

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  3. Ma l'hai fatta tu la foto? ... Spero sia un montaggio, altrimenti sembra che il negozio sulla sinistra stia vendendo il marchio "Renzo Bossi" Il trota nooo!!

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  4. Certo che l'ho scattata io!
    Ho fissato quell'accostamento di marchi per 5 minuti d'orologio senza capacitarmene, prima di capire che potevo tirare fuori la macchina fotografica.

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  5. Belin, ma allora ti veniamo a sabotare la gita a Zena...
    Quindi tutto bene? Esiste ancora il bagno penale a Tolone?

    P.S. Il terzo marchio della foto è AJ, l'abbigliamento dei gay! Maledetti francesi!

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  6. La frase "Abbiamo già inaugurato il divano"...lascia parecchie interpretazioni ai più maliziosi...
    un pò come la frase successiva:
    "lo abbiamo già fatto inaugurare al nostro primo ospite"
    Cmq viva l'accento romanesco e la prof svampita!!

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  7. Sega, fai uscire da questo corpo il Billo che è in te!
    La mia attrattiva agli occhi del mio coinquilino è crollata nel momento in cui mi ha visto lavare i capelli a testa in giù nella vasca: alla terza ciocca che mi trovavo in mano è uscito schifato dicendo "scusa, ma non ce la faccio a guardare". Quindi potete stare tranquilli.
    Invece...
    La gita non è ancora confermata e in ogni caso voi dovete lavorare. A meno che per "sabotare" non intendete "far cadere pezzi di elicotteri sopra Genova".
    Non ho ancora indagato sul bagno penale.
    Nel mio (non penale) però c'è il bidet!

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  8. Cavolo, ma allora sei davvero fortunella! :)
    Ps: non so se mi piace che Billo sia in Sega, ma vabeh!

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  9. Fràààà! Ti detesto profondamente per l'immagine che mi è apparsa in testa. Che brutta roba...

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  10. Tuvvi, non parlavo con te.
    Ari, non e' educazione rispondere con un'altra domanda!

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  11. Non è educazione neppure non rispondere. Ma tant'è...

    Visto che la tua domanda ha il "si" impersonale, allora posso abbozzare un sì, occhio e croce.

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